Formazione per la cittadinanza

Come scritto anche ieri, è con grande piacere che gli operatori volontari del Punto d’Incontro San Giorgio comunicano di aver finalmente definito i percorsi formativi da proporre alle comunità e alla cittadinanza. Dopo mesi di lavoro e di sperimentazione, ne è scaturito un primo “catalogo”, immediatamente fruibile, che ha avuto il via libera anche dall’Associazione cui il nostro “Punto” appartiene.

Ieri abbiamo potuto visionare la parte relativa ai gruppi, associazioni, comunità. Oggi vediamo la parte relativa alla cittadinanza (singoli e coppie).

Gruppo Coordinamento Creatività

cittadinanza


 

Formazione per gruppi

E’ con grande piacere che gli operatori volontari del Punto d’Incontro San
Giorgio comunicano di aver finalmente definito i percorsi formativi da proporre alle
comunità e alla cittadinanza. Dopo mesi di lavoro e di sperimentazione, ne è scaturito un primo “catalogo”, immediatamente fruibile, che ha avuto il via libera anche dall’Associazione cui il nostro “Punto” appartiene.

Oggi vediamo la parte relativa a gruppi, associazioni, comunità. Domani la parte relativa alla cittadinanza (singoli e coppie).

Gruppo Coordinamento Creatività

Gruppi


 

Siamo talenti, anime e cuori …

Talenti, anime e cuori

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Siamo in una società incapace di accogliere l’ errore. Il mondo ci vuole perfetti; pettinati, luminosi, vestiti bene, à la page, ordinati ed efficienti.

Tutto questo lo dobbiamo fare seguendo i trend del momento. Ma se la maggioranza non perseguisse  lo scopo? 

E’ facile attribuire l’ etichetta di “malato” a colui che non segue la maggioranza. Oggi è troppo facile. E chi si rifiuta di essere etichettato come tale? Sarà doppiamente emarginato dalla società. 

Ricordiamoci che siamo talenti, anime e cuori.

Siamo la nostra ombra e siamo luce.  

Siamo artefici del nostro destino e, ad illuminarci la strada, dobbiamo pensarci proprio noi”.

Beatrice Bertoli

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Lasciar andare non è …

Proponiamo oggi un contributo del creativo e web designer Sandro Flora, propostoci da Sabrina.15390756_1072332639559523_7904375499812929976_n

Sabrina Dalle Nogare, già tirocinante presso il nostro Punto d’Incontro San Giorgio, è counsellor filosofica. Qualche anno fa ha condotto alcuni incontri con il gruppo di volontari. Oggi partecipa attivamente alle attività del centro come counsellor  volontario. Ci propone questo bellissimo pezzo di Sandro Flora che è anche musicista.

Amare è lasciar andare la paura (di Sandro Flora)

Lasciar andare non significa smettere d’aver cura, ma comprendere che non si può agire al posto degli altri. Lasciar andare non è chiamarsi fuori, ma rendersi conto che non si possono controllare gli altri. Lasciar andare non è far sì che gli altri imparino dalle naturali conseguenze dei loro atti, ma permettere loro di farlo. Lasciar andare non è un’ammissione d’impotenza, ma comprensione che il risultato non dipende da noi. 

Lasciar andare non è biasimare gli altri o cercare di cambiarli, ma tirar fuori il meglio da se stessi. Lasciar andare non è giudicare, ma permettere agli altri di essere umani.

Lasciar andare non è mettersi in mezzo a dirigere tutto ma permettere agli altri di compiere i loro destini. Lasciar andare non è non essere protettivi, ma permettere agli altri di affrontare la realtà. Lasciar andare non è negare, ma accettare. Lasciar andare non è brontolare, rimproverare o discutere, ma vedere i propri difetti e correggerli. 

Lasciar andare non è conformare ogni cosa ai propri desideri, ma prendere ogni giorno come viene avendo cura di se stessi. Lasciar andare non è criticare o mettere a posto gli altri, ma cercar di diventare ciò che si aspira ad essere. Lasciar andare non è piangere sul passato, ma crescere e vivere per il futuro. 

Lasciar andare è aver meno paura e amare di più. 

«Amare è lasciar andare la paura».

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Difficile è ascoltare …

La difficoltà di ascoltare

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Perché è così difficile ascoltare? Senz’altro perché ascoltare non è un bisogno, anzi. Ascoltare significa rinunciare a soddisfare il proprio bisogno di esprimersi. Ma non è questo l’unico motivo.

Ascoltare vuol dire rinunciare a controllare (tutto). Significa accettare di lasciarsi guidare, dirigere e toccare dall’altro. Vuol dire concedere all’altro una libertà e un potere su di sé , come pure rinunciare (almeno momentaneamente) a utilizzare sull’altro il proprio potere.

Più profondamente, ascoltare significa anche correre il rischio di sentirsi confusi, di non capire l’interlocutore, di non riuscire ad aiutarlo e soprattutto di non poterlo salvare. C’è quindi una specie di lutto da vivere, quello della nostra onnipotenza“.

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Pubblichiamo oggi questo pezzo intenso e bellissimo – non ne conosciamo l’autore per ora – propostoci da M. che è venuta qualche settimana fa a visitarci presso il presidio del centro civico di Poleo a Schio.

Possiamo concordare?

 

Coordinamento DimmiTiAscolto