Elogio alla Sofferenza

Quasi sempre la tristezza sembra insopportabile. Essa è una sofferenza che presenta diversi gradini in una scala che a volte pare interminabile. E’ un’emozione di certo fastidiosa e molto spesso difficile da gestire.
Il più delle volte, le persone fanno di tutto per scacciarla dalla propria vita. Questo vuol dire che non viene mai riconosciuta o espressa come si dovrebbe.
In realtà, è una reazione importante e naturale di fronte agli eventi difficili e a ciò che viene a mancare nella vita. Ci indica che abbiamo perso qualcosa o che dovremmo fare dei cambiamenti per affrontare le situazioni più complicate.
Quindi, va evitata o valorizzata?
Riflettiamo su quanto scrive Beatrice Bertoli, componente della redazione di DimmiTiAscolto, operatrice volontaria del nostro centro di ascolto  e counsellor in formazione.
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La nostra società vuole eliminare la sofferenza.
Chi è triste, e si trova in un gruppo, viene subito isolato ed etichettato come “strano”.
Chi è triste non ha il diritto di esserlo.
Arriva subito lo psichiatra che, a richiesta, scorrendo con l’ indice sul suo librone,
trova il rimedio, la pastiglia, quella che non ti fa sentire “escluso” dalla società.
Chi non si fa “curare” per la tristezza, viene tacciato come vigliacco, mentre chi si fa curare si dice che è “tanto malato”.
Ma la normalità non comprende la tristezza?
Quel sentimento dell’anima che ci fa capire chi siamo, ci indica la strada giusta da seguire, ci fa fare le scelte migliori.
E’ “triste” abolire la tristezza dalla faccia della terra. 
Con essa si abolisce ogni diritto, per primo quello di essere umani.
Permettere la sofferenza significa permettere la crescita di ogni individuo.
La sofferenza è essa stessa la cura.
Beatrice Bertoli
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La Normalità

La Normalità

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In sociologia la Normalità è il comportamento della maggioranza.

Non è detto però che il comportamento della maggioranza sia giusto.

La filosofia può ampliare il discorso fino allo sfinimento e l’ etica, se parlasse, direbbe che il comportamento della maggioranza spesso non è giusto.

Non è giusto, non è equo, perché equità non significa uguaglianza.

Alcune persone hanno bisogno “di più” altre “di meno”.

Non posso trattare ugualmente un adulto e un bambino, appellandomi al concetto di equità.

Come non posso pretendere che una donna abbia la stessa resistenza fisica di un maschio.

Quello che fa la differenza è la libertà, perché ognuno può interpretare questo concetto di normalità a modo suo.

Ci impediscono di farlo presto, con la scolarizzazione, i paragoni, le ghettizzazioni sociali e le emarginazioni.

Occorre solo un atto di coraggio.

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Beatrice Bertoli

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Normale chi?

Abbiamo di recente toccato il tema della Normalità. Ma chi decide chi è normale? Alda Merini dice che “la normalità è un’invenzione di chi è privo di fantasia“.

Nel web troviamo molte indicazioni interessanti al proposito. Vediamone alcune scelte con cura.

In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele come la gente normale.
(Hermann Hesse)

Vado in clinica e trovo le persone che sono considerate matte e invece sono normali. Dopo cinquant’anni, alla domanda sullo spartiacque tra normalità e follia, rispondo che non lo so.
(Vittorino Andreoli)

Per me, la pazzia è super sanità mentale. La normalità è psicotica. La Normalità è la mancanza di immaginazione, la mancanza di creatività.
(Jean Dubuffet)

La migliore condizione di vita è la normalità. Ciò significa vivere in semplicità, senza dover faticare per mostrarci diversi da quello che realmente siamo.
(Romano Battaglia)

La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella sua noiosa normalità!
(Dal film Alice in Wonderland)

Ripristineremo la normalità appena saremo sicuri di cosa sia normale. 
(Douglas Adams)

La vita normale non mi interessa. Cerco solo i momenti più intensi. Sono alla ricerca del meraviglioso.
(Anaïs Nin)

Una volta si diceva “il peggio è passato, la vita è tornata alla normalità”. Oggi quale può considerarsi una vita normale?
(Aldo Tota)

Detesto i prati perché tutti hanno un prato con l’erba e, quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri, si diventa tutti gli altri.
(Charles Bukowski)

Nessun uomo è qualunque. Se guardi bene, persino negli occhi dell’uomo più ordinario, vedrai che c’è stato un momento – un solo momento della vita – in cui il cielo e le stagioni e il roteare della Terra gli sono corsi incontro e – solo per lui – hanno magicamente incendiato il mondo.
(Fabrizio Caramagna)

Non ho voglia di imparare, mi sento perfettamente normale nel mio mondo pazzo; non voglio diventare come gli altri.
(Charles Bukowski)

Se cerchi sempre di essere normale, non saprai mai quanto puoi essere meraviglioso.
(Maya Angelou)

La normalità è la devastazione della mente.
(Oscar Wilde)

La normalità è conformità alle aspettative collettive.
(Robert Maynard Pirsig)

Uno degli strumenti fondamentali di cui tutti si servono per confermare la propria normalità consiste nel proiettare negli altri ogni anormalità possibile.
(Giovanni Jervis)

Sono sempre stato affascinato dalle persone che sono considerate del tutto normali, perché io le trovo le più strane di tutti.
(Johnny Depp)

Nessuno comprende che alcune persone consumano una enorme quantità di energia per essere normali.
(Albert Camus)

Ciascuno di noi ogni tanto è cretino, imbecille, stupido o matto. Diciamo che la persona normale è quella che mescola in misura ragionevole tutte queste componenti, questi tipi ideali.
(Umberto Eco)

Abituarsi alla diversità dei normali è più difficile che abituarsi alla diversità dei diversi.
(Giuseppe Pontiggia)

Un soggetto normale è essenzialmente uno che si mette nella posizione di non prendere sul serio la maggior parte del proprio discorso interiore.
(Jacques Lacan)

Nell’individuo normale la funzione principale dell’inconscio consiste nel realizzare una compensazione e ristabilire un equilibrio.
(Carl Gustav Jung)

Chi è normale? È colui che ha saputo mascherare la propria follia. Quindi, il folle è il normale ingenuo.
(Davide Lopez)

Anormale. Non conforme alla media. Nel campo del pensiero e dell’azione essere indipendente equivale a essere anormale, ed essere anormale equivale a essere detestato.
(Ambrose Bierce)

La normalità stessa è un’anormalità.
(Gilbert Keith Chesterton)

Non pensiamo più che malattia e salute, persone normali e nevrotiche, si possano distinguere nettamente.
(Sigmund Freud)

Mantenetevi folli, e comportatevi come persone normali.
(Paulo Coelho)

E in conclusione:

Il mondo è cambiato. Dobbiamo cambiare noi. Innanzitutto non facendo più finta che tutto è come prima, che possiamo continuare a vivere vigliaccamente una vita normale. Con quel che sta succedendo nel mondo la nostra vita non può, non deve, essere normale. Di questa normalità dovremmo avere vergogna.

(Tiziano Terzani)

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a cura della Redazione DimmiTiAscolto

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