Regolamento del centro di ascolto

Quel che segue ora, a maggior documentazione e chiarezza, è il sunto del codice di
comportamento deliberato nel 2012 dal Gruppo di volontari per darsi una disciplina
adeguata nell’attività.

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CODICE DEL “PUNTO D’ INCONTRO SAN GIORGIO” DI POLEO
1 – PREMESSA
1.1 – Il “Punto d’Incontro” è una attività del “Gruppo Sociale e Missionario San Giorgio di Poleo Onlus”, costituito da volontari, con lo scopo di offrire uno spazio di informazione, condivisione e confronto alle famiglie, agli anziani, ai giovani, alle persone nel disagio e alla collettività in genere.
2 – FINALITA’
2.1 – Il “Punto d’Incontro” è soprattutto uno spazio di accoglienza all’interno della Canonica di Poleo, luogo di dialogo e di riferimento per le persone che vivono situazioni di disagio e momenti di difficoltà.
2.2 – Il “Punto d’Incontro”, è, inoltre, per il mondo del volontariato, un’opportunità per ideare nuovi progetti.
2.3 – Il “gruppo di volontari”, prestando la propria opera in forma gratuita e libera, condivide un progetto di crescita personale e di aiuto verso i più bisognosi per realizzare una comunità più solidale.
2.4 – L’attività viene svolta, soprattutto, attraverso l’ascolto attivo delle persone (spazio di ascolto) e la condivisione dei problemi per consentire all’interlocutore di analizzare e ripensare la “propria visione personale”, mettendo in comune le reciproche emozioni ed esperienze.
2.5 – La massima a cui il “Gruppo di Volontari” fa riferimento nella propria azione è la seguente: “se un uomo ha fame dagli un pesce. Meglio ancora, insegnagli a pescare” (proverbio africano).
2.6 – Il Punto d’Incontro viene denominato “Punto d’Incontro San Giorgio”.
3 – FUNZIONI
3.1 – ll Punto d’Incontro non offre la soluzione, a tutti i costi, delle problematiche contingenti, ma cerca di far sentire la persona con cui si interloquisce, accolta e sollevata e, quindi, aiutata a trovare autonomamente gli strumenti più idonei per uscire dallo stato di necessità in cui si trova , avvalendosi anche delle altre strutture sociali e caritative esistenti sul territorio.
3.2 – Il “Punto di Incontro” non opera solo autonomamente, ma esercita anche una funzione di raccordo fra chi manifesta un bisogno di aiuto e la rete di assistenza già esistente nel territorio (assistenza sociale del Comune di Schio, Caritas, Schio C’è, ecc.) alla quale l’assistito, una volta ascoltato e individuato il problema, potrà essere orientato.
4 – STRUTTURA ORGANIZZATIVA
4.1- Il “Punto d’Incontro” è strutturato su due livelli:
a) il centro di “primo ascolto” con servizio di segreteria telefonica, che prevede la presenza di due volontari in orari prestabiliti. Questa è la fase di primo contatto, con la quale l’operatore, con spirito di accoglienza e col metodo dell’ascolto attivo, raccoglie le necessità e i bisogni di chi chiama, non tanto per la loro soluzione, quanto piuttosto per accogliere la persona, condividere il suo malessere, sostenerla nella ricerca di una via di uscita.
b) i “Tavoli di ascolto del disagio” sono previsti nelle situazioni più complesse, in cui si ritiene necessiti un maggiore approfondimento delle problematiche emerse nella fase dell’ascolto telefonico per poi proporre specifici incontri (vis à vis) con i volontari a tale scopo designati.
5 – PRINCIPI DI COMPORTAMENTO.
5.1 – La responsabilità del volontario che presta servizio al “Punto d’Incontro” consiste nel prendersi cura di chi gli si rivolge nel rispetto della sua identità umana;
infatti il rispetto dei diritti fondamentali della persona è condizione essenziale per lo svolgimento dell’attività di volontariato nell’assistenza a individui che si trovano in difficoltà.
5.2 – Il volontario riconosce che tutte le persone hanno diritto ad eguale considerazione e le assiste indipendentemente dall’età, dallo stato di appartenenza e dalle condizioni sociali ed economiche.
5.3 – Il volontario agisce tenendo conto delle convinzioni religiose, ideologiche, etniche, nonché della cultura, civiltà e sesso dell’interlocutore.
5.4 – Il volontario si impegna a trovare le possibili soluzioni attraverso il metodo del dialogo; nel caso di insorgenza di gravi problematiche sarà cura del volontario riferire il caso al gruppo per individuare insieme le azioni più adeguate.
5.5 – Il volontario del “Punto d’Incontro” assicura e tutela la riservatezza delle informazioni relative alla persona con cui interloquisce. Il trattamento dei dati personali dell’assistito sarà finalizzato esclusivamente allo svolgimento di ciò che è di pertinenza dell’assistenza fornita; i volontari sono vincolati dalle norme vigenti in materia di “trattamento dei dati delle persone”.
5.6 – Il gruppo di volontari si incontra in riunioni periodiche nelle quali fa il punto della situazione, programma la propria attività e svolge funzioni di auto-aiuto per le questioni relative alle problematiche dell’assistenza.
6 – PRINCIPI METODOLOGICI
6.1. – Il volontario approfondisce le sue conoscenze, oltre che nel rapporto con gli interlocutori, anche con una riflessione sulla propria esperienza da condividere, periodicamente, con gli altri volontari del gruppo.
6.2 – Il volontario si impegna a partecipare alla formazione che gli viene proposta al fine di aggiornarsi anche sulle risorse territoriali per migliorare l’assistenza che intende fornire.
6.3 – Il volontario del “centro di ascolto” mette in atto con l’interlocutore “l’ascolto attivo” al fine di coinvolgere la persona e far emergere i bisogni e propone le forme assistenziali più consone indirizzandolo anche ai vari “Tavoli” costituiti all’interno del “Punto d’Incontro”. Il volontario potrà indirizzare direttamente l‘interlocutore alle varie agenzie o gruppi di assistenza operanti nel territorio, informando il responsabile del gruppo.
6.4 – Il singolo volontario collabora con gli altri colleghi ed operatori attraverso comportamenti improntati al rispetto reciproco e alla solidarietà al fine di contribuire meglio alla riuscita del servizio.
6.5 – I presenti principi hanno la funzione di guidare l’azione di chi presta attività di volontariato presso il “Punto d’Incontro” di Poleo, affinché vi sia un comportamento univoco del gruppo.